Scegliere l’Università: una piccola guida disintossicante

Raggiunto il grande traguardo della Maturità subentreranno tre mesi estivi da trascorrere all’insegna di vagabondaggi esotici, dubbi amletici e innumerevoli domande sul futuro. Porsi i giusti quesiti è fondamentale per partire nel migliore dei modi!

La domanda più frequente è: «E adesso?». Vedasi anche la formula alternativa: «E mo’ che faccio!?». Tutto d’un tratto la nitidezza con cui chiunque di noi intravede, fantastica e rumina il proprio avvenire si scontra con un modo di intendere l’istruzione completamente diverso e – dopo il triennio o il lustro completo con la magistrale – con le esigenze del mercato del lavoro, spesso torbide come lo streaming piratato. Così, senza quasi accorgersene, ci si ritrova ad abbandonare gli studi o cambiare Facoltà. Ma niente panico! A volte è giusto avere dei ripensamenti. Può capitare che, grazie a luminose (e tardive) epifanie, si capisca all’improvviso cosa si vuole davvero combinare nella vita. Segnatevi questo: individuare la strada giusta è più importante di qualunque titolo di studi.

Ovvio, trovare al primo colpo il corso di laurea più adatto vi permetterà di risparmiare un sacco di tempo (e di soldi). Per azzeccare una mossa del genere occorre prima di tutto porsi le giuste domande.

LO VOGLIO DAVVERO? MOTIVAZIONI INTRINSECHE ED ESTRINSECHE

Forse oggi non è più come descritto nelle lezioni di Antologia, quando ci dicevano che Kafka ha dovuto studiare giurisprudenza per accontentare i voleri del padre; e Darwin? Avrebbe dovuto studiare da medico prima, da sacerdote poi, e non divenne né uno né l’altro. La forza morale dei due nello sfidare le intrusioni familiari dà spessore umano alle loro figure; ciononostante pensate a cosa ne sarebbe stato delle opere per cui vengono ricordati se avessero rispettato le aspettative paterne!
Il nostro non è un invito a ribellarsi all’autorità genitoriale, ma a indagare a fondo le motivazioni che ci portano a scegliere quale Università frequentare. Si può scegliere di diventare chirurghi per prestigio, per fama, per denaro senza sviluppare una genuina passione per la medicina; si può diventare insegnanti – senza avere alcun tipo di vocazione pedagogica – solo per ottenere il leggendario posto fisso. Ma ne vale davvero la pena?
Prima di scegliere, pensate a ciò che vi piace. «Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua». Confucio dixit.

SARÒ ALL’ALTEZZA?

Inutile dire l’Università non è un luogo di pascolo, ma una vera e propria opportunità. E lo è per tutti, che si provenga da un liceo o da un istituto professionale! Rottamato a cubi il discorso della scuola di provenienza resta da capire cosa può fare al caso nostro. Fisica? Medicina? Ingegneria? Per fortuna i libri contenenti simulazioni di test di ingresso non mancano. E su internet sono facilmente reperibili le prove degli anni passati.

Non dimentichiamo inoltre che le Università fissano le date dei test nei primi giorni di settembre e in seguito propongono dei corsi di preparazione facoltativi che sono di grande aiuto e vi daranno un assaggio di quelle che saranno le lezioni vere e proprie. Potrete conoscerete alcuni dei vostri compagni e prenderete dimestichezza con gli edifici e le aule (gli ambienti sono grandi e perdersi è un attimo!). Ricordate: l’Università è uno di quei posti che vi riporta indietro nel tempo e vi restituisce quella piacevole sensazione di novità e scoperta di quando eravate bambini.

QUALE INDIRIZZO SCEGLIERE?

Quando ci si avvicina al mondo universitario ci si sente come una cellula staminale pluripotente e si ha tutto il diritto di cambiare rotta e di valorizzare il bagaglio delle scuole superiori come meglio si crede: come conoscenza propedeutica o come sapere trasversale rispetto a ciò che studierà da lì in poi. Se sussistono dei dubbi circa il proprio futuro e le proprie capacità, un valido orienteering è quello che ci vuole. Già nei giorni delle assemblee di istituto, per le classi quinte, vengono invitati esponenti di diverse facoltà; inoltre le università organizzano degli open-day verso febbraio/marzo. Una delle strategie migliori resta il confronto con le figure significative: un professore di cui vi fidiate, gli amici, fratelli e sorelle, mamma e papà, nonché – chissà – il tutor che vi dà supporto con le ripetizioni!

Detto questo, si può fare ricerca per conto proprio. Almalaurea ad esempio è un portale molto serio che collabora e raccoglie dati per diversi atenei e propone un ottimo questionario esplorativo. È fortemente raccomandato.

Inoltre, se avete raggiunto lo status di “indirizzato”, subentreranno riflessioni di tipo pragmatico riassumibili nella ponderazione del costo, della qualità e della posizione (non solo geografica, ma anche culturale) degli atenei. Insomma, il solito discorso domanda/offerta. Se non volete sbattere la testa sul monitor navigando in tutti i siti delle università italiane, il nostro consiglio è di affidarvi a un recensore esterno. Il CENSIS (aka Centro Studi Investimenti Sociali) pubblica annualmente, in collaborazione con Repubblica, una classifica degli atenei italiani attribuendo un punteggio che tiene conto dei diversi parametri che compongono l’esperienza formativa. In estate – di solito verso fine giugno – viene pubblicato anche il formato cartaceo da acquistare assieme al quotidiano. Esso è, se possibile, ancora più completo e tiene conto di altri dati marginali utili come il paniere per le spese di vitto, alloggio, trasporto e altri consumi relativi alle città ove si trova l’ateneo considerato. Vi sarà molto utile per ponderare bene costi e benefici.

Bonus – Letture consigliate
Oltre alle già accennate simulazioni degli esercizi dei test, vorremmo consigliarvi due letture. La prima è “Prepararsi agli esami” di Paolo Legrenzi. L’autore è uno psicologo e nel saggio condensa accorgimenti utili a superare le prove che costellano la carriera scolastica e universitaria. Un altro testo interessante è “Diventare adulti: gli adolescenti e l’ingresso nel mondo del lavoro”, scritto dall’impronunciabile Mihaly Csikszentmihalyi. Sebbene possa sembrare fuori tema, riteniamo interessante il modo in cui viene trattato il tema dell’esperienza ottimale e quello delle tipiche scelte dei ragazzi alla ricerca di un lavoro appagante.

 

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